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Runner trainer all’arrembaggio. Le cinque più comuni disavventure capitate ai nostri in gara.

12/11/2021

Runner trainer all’arrembaggio. Le cinque più comuni disavventure capitate ai nostri in gara.

Non più di due settimane fa è stata pubblicata la classifica delle Società Podistiche che hanno portato più partecipanti alle gare nel Lazio.

Tra le prime dieci posizioni spicca la Runner Trainer. Un grosso risultato per noi. Partiti con due anime alla corsa di miguel del 2015, ora inondiamo, scanzonati e allegri, tutte le gare del calendario laziale.

Volevamo parlarvi delle migliori e peggiori gare del Lazio, ma non è nel nostro stile. Tutte le gare, bene o male organizzate, vanno corse, sudate e finite. Tutte ti lasciano un ricordo che fa esperienza, per questo elencheremo le cinque disavventure divertenti capitate in gara.

  1. SBAGLIARE PERCORSO: un classicone. Soprattutto nelle gare Trail. Dopo una attenta preparazione, controllando al millilitro le risorse d’acqua della propria “camel bag” per essere più leggeri in salita e centellinando gli integratori da portare con se, ti ritrovi a correre il doppio della distanza con risultato finale, gambe distrutte, disidratato, indumenti tecnici impregnati di sangue (non possono mancare cadute rovinose in dirupi) e all’arrivo, in stato comatoso, ti sdrai e senti bagnarti il viso con un liquido strano. Eh no! Non è birra, ma è solo Nala (cane della nostra atleta Silvia). Anche Nala è arrivata prima di te e ti sta usando come un tronco.
  2. LA SOSTA BAGNO CHE NON TI ASPETTI: un altro classicone. Quante volte ci sarà capitato. In squadra abbiamo degli specialisti. Uno parte bello e pimpante, soliti sorrisi e mossette alla “Zoolander”. Il sole splende alto nel cielo, sei entusiasta di vedere come le divise dei runners colorino le strade, ti prendi tutti gli applausi del pubblico, insomma la giornata perfetta… ma NO! Di punto in bianco ti senti freddare il sudore. Gli occhi diventano biechi, le gambe perdono la frequenza ma soprattutto la grazia dei movimenti. L’unica cosa che vuoi è un bagno chimico e non c’è. Maledici il pubblico che non c’è mai stato ed è li proprio quel giorno. Non ce la fai più! Dignità e pudore non ti appartengono più. Esci dal percorso, individui qualcosa che possa sembrare un angolo riparato. Peggio che farsela addosso.
  3. IL PETTORALE A CASA. Talento puro. Arrivi al gazebo, felice. Sei anche in anticipo quindi inizi a menartela sui tempi che non farai mai e delle tue notti brave per scaricare la tensione. Ti spogli, recuperi le spillette e… ti accorgi che il pettorale non c’è. Se sei vicino casa hai ancora una possibilità, ma se sei a centinaia di chilometri di distanza, non ti resta che rimanere a fare il guardiano del gazebo rosso.
  4. LA DOCCIA ALLA FINE. La maggior parte delle gare le corriamo a Roma, Roma è una città piena di fontane, ma usare la fontana del Valadier non mi sembra il caso.
  5. LO IETTATORE. Stai correndo benissimo, sei fuori provincia e vuoi arrivare a premio per la tua squadra, la RUNNER TRAINER. Sguardo da duro e concentrato. Raggiungi un runner, un avversario del posto, lo superi e lui ti lascia andare con un commento- VIDI CHE A GARA E’ DOSTA-. Tempo cinque minuti ti si inchiodano le gambe e inizi a maledire quel tipo che intanto di raggiunge, ti supera e ti ribadisce- TE L’AVEV DITTO!-

…E voi che cosa avete da raccontarci? Illuminateci!

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