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Perchè corro? Pensieri ribelli dei runners del rock

24/09/2021

Perchè corro? Pensieri ribelli dei runners del rock

Rockers e corsa… due mondi apparentemente lontani. Apparentemente! Molti Rockers, più o meno famosi, scoprono nella corsa quella libertà che ben presto diventa più di una filosofia di vita. Da Joe Strummer (Clash) ad altri rockers, sono molti gli esempi di come il Rock e Correre possano avere lo stesso significato ribelle e di libertà.

“Quando sono entrato nella musica rock, non è che ho dovuto essere o fare chi sa che cosa – l’unica cosa che dovevo pensare era “voglio fare questo” e poi farlo e basta.  Correre è esattamente la stessa cosa.”

C’è qualcosa di così eccezionalmente liberatorio nel correre…  Non importa in che parte del mondo ti trovi, tutto ciò di cui hai bisogno sono solo un paio di scarpe decenti e sei libero di andare ovunque tu voglia e dove ti portano le tue instancabili gambe.

C’è anche un’altra cosa molto punk rock riguardo all’ossessione per questo sport… forse ha a che fare con quell’atteggiamento fai-da-te. Quando giri per le strade cittadine, i sentieri e/o le viuzze, girando proprio in quell’angolo o prendendo una qualsiasi direzione, sei tu e solo tu a decidere cosa fare. Sarà questa sovranità nello scegliere il tuo percorso e il tuo destino, senza che ci siano muri o catene che ti ostacolino o trattengano.  Forse è per questo che il correre è diventato una passione per molti musicisti che sventolano la bandiera del rock, in risonanza con quelli che hanno sperimentato quel richiamo naturale ed i benefici di questo esercizio stupendamente semplice sia nella loro vita privata che lavorativa.

Mi sono innamorato della corsa circa 20 anni fà(Mike Dimkitch chitarrista dei Bad Religion ndr). Avevo finalmente trovato una terapia che non solo mi dava letteralmente la libertà fisica, mi aiutava anche a liberarmi dei demoni spietati e implacabili della Sindrome di Tourette e della depressione (o perlomeno a trovare un pò di pace), fortificando la mia fragilità mentale dell’epoca con molto più impatto rispetto alle cure seguite fino ad allora.  Ero eccitato nel notare il parallelismo con il rock, che inoltre diventava la colonna sonora provocatoria e ottimista di cui avevo bisogno quando la corsa diventava difficile. Se guardate indietro agli anni 80, questa connessione esisteva già quando artisti come Joe Strummer distruggevano stereotipi sui i punk edonistici e autolesionisti correndo nelle maratone di Londra e Parigi ,con una capigliatura tutta sudata, ovviamente.

Questi clichè vengono ancora di più palesati con i movimenti di coscienza salutista Straight Edge (niente droga, alcol, sesso occasionale, ecc.) e l’Atteggiamento Mentale Positivo (PMA) spazzando così una scena complessiva più diversificata, ribadendo al mondo che il rock non era solo una questione di festeggiamenti e di mosh pit (zona sotto il palco dove i fans ballano in modo agressivo, in gergo POGO).  [E probabilmente sei altrettanto sudato dopo una mezza maratona che quando esci da una mosh pit ].

Ci sono anche musicisti come Riley Breckinridge dei mitici post-hardcore Thrice che “ri-elaborava” la musica durante le sue corse regolari sud-californiane oppure come Mike Dimkitch, il chitarrista dei Bad Religion che mantiene livelli pazzescamente alti di musicalità e di fitness;  il 53enne continua a percorrere distanze colossali di più di 100 km a settimana (62 miles –  in realtà corre per più di 125 miles durante i tours), attraversando la linea di arrivo di più di 20 maratone e di oltre 20 ultramaratone da quando ha cominciato negli anni 80.

“Quando mi sento frustrato dalla musica, mi butto a capofitto nella corsa”, spiega Dimkitch.  “Stavo in una band, avevo un accordo di registrazione … sei realmente sotto i capricci dei livelli alti.  Ma mentre corri, non te ne importa.”

“È punk rock in quanto dipende totalmente da te” continua. ” Se corri una maratona, dipende tutto dal tuo allenamento, che percorsi hai fatto…  non dipende da altri fattori che possono influenzare o avere un impatto su quello che fai.  Non sarai cacciato via dalla gara perchè i tuoi calzoncini non hanno un odore fresco”.

Negli anni 90, quando i Chumbawamba (anarchici punk-folk-pop che divennero sorprendentemente autori di mega hits)e finalmente ricevettero l’attenzione internazionale che meritavano dopo aver sguinzagliato la bestia immortale che è “Tubthumpint”, il chitarrista della banda, Boff Whalley, trovò anche lui conforto nel correre per le strade dei vari posti dove suonavano.

“Questo aiuta immensamente la mia musica” dice Whalley, che non solo passa le sue giornate a correre sulle colline intorno alla sua casa nello Yorkshire in Inghilterra, ma che compone anche musica per l’Opera, per musicals e produzioni teatrali – è anche il creatore/pioniere di un gruppo corale punk chiamato “the Commoners Choir”. “Quando i Chumbawamba cominciarono il loro tour europeo,  si perdeva molto tempo nei furgoni e poi nei pullman. Ho scoperto la corsa proprio alla fine degli anni 80 e immediatamente ho capito che la corsa su strada era un ottimo rimedio alle giornate perse nei furgoni e alle notti passate negli spettacoli a bere birra fino alle 3 del mattino. Correre aiuta a contrastare la follia del rock-and-roll”.

Whalley è un corridore appassionato di trail  –  ha scritto un nuovo libro, intitolato Più veloce! più forte!, che parla di un rocker punk inglese che diventa il più grande corridore di colline in Gran Bretagna.  Dice che c’è qualcosa di bello nella responsabilizazione etica dell’autonomia individuale indotta dallo sport, che è anche la nota importante della verità a tre accordi del punk rock.

“Quando sono entrato nella musica rock, non è che ho dovuto essere o fare chi sa che cosa – l’unica cosa che dovevo pensare era “voglio fare questo” e poi farlo e basta.  Correre è esattamente la stessa cosa.”

Quando viaggio in un posto nuovo, ho scoperto che il modo migliorare per conoscere la zona è di tirare fuori le mie scarpe da corsa ed esplorare le strade a disposizione.  Apparentemente, i musicisti sono uguali, esplorano ogni città dove capitano per suonare usando il loro due piedi. 

Dimkich dice che c’è una nazione che si distingue per la migliore corsa in mezzo a tutti i paesi dove hanno suonato i Bad Religion da quando lui si è unito a loro nel 2013.

 “La Germania” dice Dimkich dopo averci pensato “è il paese più facilmente percorribile per la corsa perchè tutte le città sono costruite lungo un fiume ed hanno delle infrastrutture e piste ciclabili sorprendenti.  Quindi trovate questi grandi canali di terra battuta lungo il fiume dove si può correre all’infinito perchè non è sul cemento”.

“La Svizzera” risponde Whalley alla stessa domanda. “Queste montagne non assomigliano a nulla di ciò che abbiamo in Gran Bretagna. Ti basta dare un’occhiata fuori dalla finestra del pullman utilizzato per il tour e probabilmente vedi una montagna e pensi “fico, è dove corro oggi e la vita è bella”.

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