{"id":322,"date":"2016-12-09T11:34:10","date_gmt":"2016-12-09T10:34:10","guid":{"rendered":"http:\/\/www.runnertrainer.it\/?p=322"},"modified":"2016-12-09T11:34:10","modified_gmt":"2016-12-09T10:34:10","slug":"a-confronto-con-barry-sears-e-la-sua-dieta-a-zona","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.runnertrainer.it\/blog\/alimentazione\/a-confronto-con-barry-sears-e-la-sua-dieta-a-zona\/","title":{"rendered":"A confronto con Barry Sears e la sua dieta a zona"},"content":{"rendered":"<p>Pubblichiamo un altro articolo del Dott.Mario Caratozzolo, Nutrizionista e Atleta dell&#8217;Asd Runner Trainer.<\/p>\n<p>Tra le numerose proposte nutrizionali innovative formulate negli ultimi anni, la \u201cZone Diet\u201d o semplicemente Dieta a Zona, \u00e8 diventata un vero e proprio fenomeno di massa, spinta da un notevole interesse mediatico ed economico.<\/p>\n<p>La dieta zona, ideata inizialmente per i soggetti diabetici, mira, con un corretto apporto nutritivo, al raggiungimento e al mantenimento di una condizione psicofisica migliore definita \u201czona\u201d, nella quale la produzione di insulina si trova in un range ottimale.<\/p>\n<p>Tale condizione comporta diversi benefici tra cui una riduzione sensibile dell\u2019insorgenza di patologie e di conseguenza un allungamento delle aspettative di vita.<\/p>\n<p>Proprio in occasione di un workshop sulla \u201cSindrome metabolica e dieta antinfiammatoria&#8221;, abbiamo avuto la possibilit\u00e0 di confrontarci con l\u2019ideatore del metodo zona, il biochimico americano di fama internazionale Barry Sears.<\/p>\n<p>La risposta infiammatoria, ha spiegato il dott. Sears, \u00e8 di fondamentale importanza per l\u2019uomo perch\u00e9 consente all\u2019organismo di difendersi dall\u2019azione dannosa di agenti chimici, fisici e biologici, ma allo stesso tempo una infiammazione cellulare persistente espone l\u2019organismo a malattie croniche ed a un invecchiamento precoce.<\/p>\n<p>Sebbene i nostri geni non possano essere modificati, diventa possibile intervenire sulla loro espressione poich\u00e9 gli alimenti hanno la capacit\u00e0 di attivare gli stessi geni infiammatori, innescati dai suindicati agenti.<\/p>\n<p>Il modello a zona, quindi, viene proposto, al pari di altri modelli, come un piano nutrizionale in grado di regolare sia il controllo dell\u2019espressione genica che l\u2019 equilibrio ormonale.<\/p>\n<p>Con riferimento alla regolazione dell\u2019equilibrio ormonale, la dieta a zona punta al bilanciamento dei livelli dei due ormoni antagonisti insulina e glucagone in modo da ridurre drasticamente le conseguenze negative legate a un loro sovradosaggio.<\/p>\n<p>Un eccesso di insulina, infatti, inibisce la lipolisi e porta le cellule ad utilizzare maggiormente i carboidrati come substrato energetico, provocando un accumulo di grasso corporeo, un aumento del rilascio di citochine infiammatorie prodotte dal tessuto adiposo e un\u2019induzione di insulino-resistenza.<\/p>\n<p>Diversamente, un eccesso di glucagone diminuisce i livelli di glucosio ematico, favorendo l\u2019utilizzazione dei substrati lipidici ma contemporaneamente aumenta la produzione di corpi chetonici, i quali creano una condizione di acidosi metabolica. Il glucagone, inoltre, aumenta la secrezione di un altro ormone, il cortisolo, detto \u201cormone dello stress\u201d che a lungo termine pu\u00f2 creare numerose situazioni dannose per l\u2019organismo, ossia perdita di massa magra, azione<\/p>\n<p>depressiva sul sistema immunitario, deposito di grasso in alcuni distretti corporei (favorisce la lipogenesi) e diminuzione dell\u2019affinit\u00e0 per i recettori insulinici.<\/p>\n<p>Fin qui nulla di nuovo.<\/p>\n<p>La vera novit\u00e0 introdotta da Barry Sears riguarda l\u2019adozione del modello 40-30-30, (40% di carboidrati, 30% di proteine e 30% di grassi) un modello nutrizionale basato sulla distribuzione dei macronutrienti in rapporto percentuale diverso da quanto indicato dalle linee guida internazionali. Tali percentuali di macronutrienti permettono di mantenere un adeguato apporto calorico per affrontare al meglio le attivit\u00e0 quotidiane, evitando picchi glicemici significativi.<\/p>\n<p>Per quanto riguarda la regolazione dell\u2019espressione genica, il dott. Sears, ha spiegato l\u2019importanza dell\u2019apporto di acidi grassi essenziali e di antiossidanti che, se assunti nelle giuste quantit\u00e0, sono in grado di modulare l\u2019infiammazione inibendo il fattore di trascrizione genico NF-KB, considerato un vero e proprio interruttore della risposta infiammatoria.<\/p>\n<p>Gli acidi grassi, ha spiegato il dott. Sears, vengono classificati in base alla posizione del primo doppio legame tra gli atomi di carbonio, se questo doppio legame si trova in posizione 3 allora l\u2019acido grasso apparterr\u00e0 alla serie \u03c9-3 (omega-3) , mentre se \u00e8 in posizione 6 l\u2019acido grasso apparterr\u00e0 alla serie \u03c9-6 (omega-6). Il capostipite della serie \u03c9-3 \u00e8 l\u2019acido alfa-linolenico (18:3) da cui derivano altri acidi grassi quali l\u2019acido eicosapentaenoico (EPA) e docosaesaenoico (DHA) invece dall\u2019acido linoleico della serie \u03c9-6 (18:2) deriva l\u2019acido arachidonico (AA).<\/p>\n<p>Gli acidi linolenico e linoleico vengono definiti acidi grassi essenziali (AGE) perch\u00e9 non potendo essere prodotti dal nostro organismo devono essere necessariamente assunti con l\u2019alimentazione.<\/p>\n<p>Inoltre, poich\u00e9 tali acidi condividono la stessa via metabolica e competono per l\u2019utilizzo degli stessi enzimi, delta-5 e delta-6-desaturasi, un eccessivo apporto di uno potrebbe interferire negativamente sul metabolismo dell\u2019altro. Gli \u03c9-3 e \u03c9-6 sono precursori di molecole eicosanoidi (prostaglandine, trombossani, leucotrieni), le quali sono in grado di modulare diverse funzioni importanti nei tessuti come la vasodilatazione, l\u2019aggregazione piastrinica, l\u2019accentuazione del dolore, l\u2019efficienza mentale e la risposta immunitaria. Nello specifico, gli eicosanoidi, derivanti da acidi grassi \u03c9-3, avrebbero effetto anti-infiammatorio mentre gli eicosanoidi, derivanti dagli \u03c9-6, avrebbero effetto pro-infiammatorio.<\/p>\n<p>Si intuisce, pertanto, da tali spiegazioni, l\u2019importanza di mantenere un rapporto \u03c9-6\/\u03c9-3 corretto anche se negli ultimi 40 anni questo equilibrio \u00e8 stato spostato verso un\u2019assunzione spropositata di \u03c9-6.<\/p>\n<p>Gli acidi grassi \u03c9-6 si trovano in elevate quantit\u00e0 negli oli di semi largamente utilizzati nell\u2019industria alimentare.<\/p>\n<p>\u00c8 necessario fare attenzione alla scelta degli alimenti cercando di limitare quelli che contengono oli di semi tra gli ingredienti utilizzati al fine di ridurre la loro assunzione. In questo caso \u00e8 molto utile leggere attentamente le etichette nutrizionali.<\/p>\n<p>Gli acidi grassi della serie \u03c9-3, invece, sono presenti soprattutto nelle carni dei pesci (pesce azzurro, tonno, salmone..) che non devono assolutamente mancare nella nostra dieta.<\/p>\n<p>Il rapporto tra \u03c9-6\/\u03c9-3 secondo OMS dovrebbe essere di 1 (\u03c9-3) : 5 (\u03c9-6) e in alcune popolazioni come quella giapponese si attesta su livelli accettabili mentre in America questo rapporto risulta assolutamente sbilanciato a favore degli \u03c9-6. Noi italiani, per effetto della globalizzazione, ci siamo discostati negli anni dal modello di dieta Mediterranea di riferimento per adeguarci alle cattive abitudini alimentari degli altri Paesi.<\/p>\n<p>La quantit\u00e0 \u201cterapeutica\u201d di \u03c9-3 consigliata da Sears per risolvere l\u2019infiammazione \u00e8 di 2,5 gr\/die nei soggetti normopeso mentre va raddoppiata nei soggetti obesi e pu\u00f2 aumentare ancora nei soggetti che presentano patologie. Va precisato che 2,5 gr di \u03c9-3 sono contenuti in 250 gr di salmone e in ben 900 gr di tonno, quindi potrebbe risultare difficoltoso raggiungere questi apporti nutrizionali con un\u2019alimentazione poco varia.<\/p>\n<p>Il Dott. Sears ha concluso sottolineando l\u2019importanza dell\u2019assunzione dei polifenoli, antinfiammatori naturali prodotti dal metabolismo secondario delle piante.<\/p>\n<p>I polifenoli si trovano in elevate quantit\u00e0 nella frutta, nella verdura fresca, ma anche nel t\u00e8 e nel vino ; quelli idrosolubili risultano i pi\u00f9 efficaci in quanto vengono facilmente assorbiti dal nostro organismo senza essere eliminati con le urine. Un apporto di circa 400 mg\/die di polifenoli determina una significativa riduzione dell\u2019ossidazione delle LDL, il colesterolo &#8220;cattivo&#8221; che \u00e8 causa di molti problemi cardio-vascolari.<\/p>\n<p>Il consiglio, quindi, \u00e8 quello di consumare almeno 5 porzioni al giorno tra frutta e verdura rispettando la stagionalit\u00e0.<\/p>\n<p>A tal proposito si ricorda l\u2019effetto positivo delle \u201cdelfinidine\u201d, una classe di polifenoli tra le pi\u00f9 idrosolubili in natura la cui fonte pi\u00f9 ricca \u00e8 la Bacca di Maqui, vero e proprio concentrato di sostanze antinfiammatorie (10 gr. per kg) e di un\u2019 elevata quantit\u00e0 di delfinidine (34%) che ne fanno un frutto dalle notevoli propriet\u00e0 benefiche.<\/p>\n<p>Ecco quindi svelato l\u2019elisir di lunga vita: polifenoli e \u03c9-3 assunti nelle giuste quantit\u00e0, un regime alimentare rigorosamente in zona, un corretto stile di vita e la giusta attivit\u00e0 fisica fanno il resto: parola di Barry Sears!!!<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" class=\"alignright size-medium wp-image-323\" src=\"https:\/\/ww3.runnertrainer.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/mario-300x200.jpg\" alt=\"Dott. 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